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L’intervento della presidente Fioroni: «Il mondo delle professioni chiede attenzione e supporto»

La presidente di Confcommercio Professioni, Anna Rita Fioroni ha iniziato il suo intervento ringraziando il presidente Sangalli e la Confcommercio «per il supporto che ci ha dato e continua a dare in questo percorso che abbiamo costruito nel tempo. Grazie anche al Ministro Calderone per il suo intervento e a tutti i presidenti e i rappresentanti delle 27 associazioni nazionali e delle 35 associazioni territoriali, che danno forza alla costruzione della casa comune che è  la nostra Federazione. Abbiamo fatto tanta strada insieme e conto che ne faremo ancora di più con tutti i progetti in campo per i prossimi anni».

«Innanzitutto con il nuovo Statuto, che incorporerà le Confcommercio professioni territoriali per rendere sempre più forte il legane e il coordinamento tra i diversi livelli associativi. Per fare sinergia, rete, networking che sono la parole d’ordine del lavoro professionale.  Perché, come recita il nostro video ufficiale, Confcommercio professioni nasce per tutelare, promuovere e valorizzare il ruolo dei professionisti nell’economia e nella società. Abbiamo scelto questo titolo per l’evento di oggi: Professionisti protagonisti del cambiamento. Perché vogliamo contribuire con le nostre proposte ad un nuovo protagonismo in un mercato del lavoro che cambia e in cui,  lo dimostra la ricerca oggi presentata da Mariano Bella, le professioni, le nuove professioni intellettuali, sono il settore più dinamico dell’economia e dell’occupazione.

I nostri professionisti, che per la gran parte appartengono al terziario di mercato, crescono, infatti, addirittura del 95,5 per cento in 12 anni. Sono quindi sempre di più protagonisti in una società della conoscenza che vede rivoluzionato il lavoro intellettuale, in cui le innovazioni tecnologiche e digitali creano nuove tipologie di servizio (come ad esempio quello delle “piattaforme”). In cui c’è bisogno di nuovi modelli organizzativi e soprattutto contano le competenze che ci sforziamo di valorizzare anche come forma di tutela per i professionisti.

Per questo, la nostra rappresentanza è fatta di associazioni che hanno il compito di attestare la presenza sul mercato di professionisti che offrono servizi di qualità, promuovendone la formazione. Ma andiamo oltre: se siamo i settori più dinamici, la formazione e l’istruzione devono tenerne conto. Alcune associazioni, con riferimento  alle singole professioni, stanno iniziando a collaborare con scuole ed università per orientare l’offerta formativa, perché si possano dare nuove e concrete opportunità di lavoro ai giovani anche nei nostri settori».

TRANSIZIONE4.0.

«Tra le sfide che abbiamo di fronte, c’è quella di cogliere le opportunità dell’innovazione tecnologica senza trasformarla in un ostacolo alla crescita delle professioni. I professionisti devono avere gli strumenti più idonei per sfruttare tecnologia e digitale con adeguate politiche di incentivazione che devono puntare ad innovare e rendere più efficienti i servizi resi e le modalità di lavoro. Pochi i segnali arrivati sino ad ora, come l’estensione del voucher per la connettività ai professionisti. Ma ci auguriamo che a tale misura, ne seguano altre. Ricordo inoltre che ancora manca la possibilità di dare concreta attuazione alle reti “pure” tra professionisti, per motivi legati alla impossibilità di applicare  il Jobs act degli autonomi (legge 81/2017 ) che le ha introdotte».

PORTALE INPA

«Come ci auguriamo che venga rafforzato il sistema di coinvolgimento dei professionisti nel Pnrr. Un passo avanti è stata l’inclusione dei professioni non ordinistici nella procedura connessa all’iscrizione al portale del reclutamento per la Pa nell’elenco dedicato. Tale procedura ci vede protagonisti grazie all’accordo siglato con il Ministero della Pubblica amministrazione, che dovremo implementare nella parte in cui si da la possibilità di identificare le competenze professionali».

EQUO COMPENSO

«Abbiamo visto dalla ricerca che i redditi delle professioni non crescono e in un contesto generale di arretramento per larga parte delle professioni, direi che puntare su valorizzazione della qualità del servizio ed equo compenso è la strada giusta. Ma per l’equo compenso va chiarito meglio l’ambito di applicazione della normativa in materia per la Pubblica Amministrazione, alla luce di una giurisprudenza non sensibile, secondo cui il principio di equo compenso per la PA può essere flessibile. Nuove prospettive si sono aperte dopo il jobs act degli autonomi, nell’ormai lontano 2017, in cui si era prevista l’istituzione del Tavolo tecnico permanente sul lavoro autonomo come luogo di confronto. Una visione nuova, in cui le tutele vanno di pari passo con l’affermazione competitiva delle professioni. Il tavolo è stato convocato dal nuovo Governo già questa settimana, grazie alla sensibilità dimostrata per il lavoro autonomo.

Abbiamo partecipato portando le nostre proposte e crediamo che possano essere presto prese in esame e attuate. L’incontro è stata l’occasione per riesaminare l’indennità ISCRO, introdotta con la Legge di bilancio 2021, che ha in parte ripreso il Ddl del Cnel, presentato alle Camere a seguito del lavoro della Consulta per il lavoro autonomo e le professioni dello stesso CNEL, di cui facciamo parte. Ricordo che l’ISCRO è stata una conquista importante, una vera e propria riforma degli ammortizzatori sociali, da lungo tempo attesa per i professionisti iscritti alla gestione separata INPS, e poi introdotta grazie al consenso di tutte le forze politiche ma solo in via sperimentale, per il triennio 2021-2023.

È prevista una contribuzione aggiuntiva per sostenere la misura a carico dei professionisti ma pensiamo che si possa ridurre l’aliquota contributiva, almeno nella misura prevista nel Disegno di Legge del Cnel, oltre ad una revisione dei requisiti di accesso per ampliare la platea dei beneficiari. Basta monitorare l’attuale andamento per capire che sono possibili variazioni. E’ stata data inoltre attuazione alla parte dell’ammortizzatore di politica attiva e vedremo i passi avanti che faranno le regioni anche grazie al lavoro delle nostre territoriali».

GOL

«Ma possiamo comunque dire in linea generale che nel Pnrr e poi nella scorsa Manovra di bilancio, è stata positiva l’introduzione di un sistema di politiche attive per i professionisti con riferimento allo sportello del lavoro autonomo, in cui è stato riconosciuto un ruolo alle associazioni, secondo quanto previsto dalla legge 81/2017. Sarà però fondamentale il coinvolgimento a monte delle associazioni di rappresentanza nel definire i contenuti dei servizi in modo che siano veramente utili ed efficaci per la riqualificazione e ricollocazione. Ma soprattutto, dato che la misura si rivolge solo a chi ha cessato l’attività, ci auguriamo che si possa aprire un confronto su un modello di riqualificazione attraverso la formazione anche per i lavoratori  che no hanno chiuso la partita Iva».

WELFARE

«Per un nuovo welfare che metta al centro le esigenze di conciliazione vita-lavoro, di recente dobbiamo riconoscere che è cambiato qualcosa: dall‘estensione del congedo parentale per i lavoratori iscritti alla gestione separata INPS o ancora all’assegno unico universale per i figli a carico, esteso anche agli autonomi. Nel 2019 si è anche dato seguito al Jobs act degli autonomi ed in parte estese le tutele in favore dei professionisti oltre che le prestazioni assistenziali. Direi che siamo sulla buona strada, ma ancora il cammino è lungo».

PREVIDENZA

«Pensando invece al futuro previdenziale dei liberi professionisti non ordinistici, non si può prescindere da valutazioni sull’adeguatezza dei trattamenti pensionistici del sistema pubblico a ripartizione. Da questo punto di vista utile l’intervento del Prof Brambilla che ci ha dimostrato come la Gestione separata Inps garantisce oggi un tasso di sostituzione netto adeguato ma la dinamica dei redditi e le modifiche dell’economia e del tessuto sociale, nonché degli andamenti demografici, impone ugualmente riflessioni sulla necessità di integrazione delle prestazioni pensionistiche future. Proprio per questo, Confcommercio e Confcommercio Professioni si sono rese parti attive per l’apertura della platea dei destinatari del Fondo pensione Fon.Te. anche ad imprenditori, autonomi e liberi professionisti del sistema, offrendo loro uno strumento di previdenza complementare efficiente ed orientato al futuro. Crediamo inoltre che la deducibilità per la previdenza complementare dovrebbe essere estesa anche ai contributi versati alle forme di sanità integrativa, come misura di riduzione della disparità di trattamento tra lavoratori autonomi professionali e i lavoratori dipendenti».

FISCO

«Anche il fisco deve cambiare per favorire la scelta di autonomia. Innanzitutto, guardando all’attualità, bisogna tener conto delle difficoltà della crisi in atto per cui ci vogliono soluzioni innovative rispetto alle rateizzazioni fiscali. Come sicuramente c’è bisogno di una vera ed autentica semplificazione. Il regime fiscale di vantaggio a nostro parere deve essere ripensato al fine di sostenere la crescita dei professionisti e dovrebbe essere ipotizzata una soluzione di favore per i costi della formazione, che sono il vero investimento delle professioni.

Da tanti di noi arriva inoltre forte la richiesta di migliorare le agevolazioni per acquisto ed utilizzo dell’auto che sono insufficienti (occorre dedurre un maggior costo e detrarre maggiore Iva). Positivo è stato anche il superamento dell’IRAP per i lavoratori autonomi professionali con la scorsa legge di Bilancio, che ha risolto, una volta per tutte, l’annosa questione della definizione di “autonoma organizzazione”. Attendiamo ora il definitivo superamento promesso per tutti. E non smetteremo di dire che occorre una riforma dei codici ATECO, su cui stiamo lavorando, al fine di garantire che ogni professionista abbia un codice ATECO realmente corrispondente all’attività in concreto svolta».

CREDITO

«Per finire due passaggi che stanno a cuore anche ai professionisti. Per l’accesso al credito, abbiamo ottenuto che i Confidi potessero avere soci anche i liberi professionisti, anche non organizzati in ordini o collegi. Mentre, di recente, l’operatività del Fondo centrale di garanzia è stata estesa a tutti i professionisti».

CONCLUSIONI

«Dopo la crisi legata alla pandemia è arrivata la crisi energetica indotta dal conflitto ucraino. Confcommercio è intervenuta anche per i professionisti per contrastare gli effetti della crisi energetica (tra tutti l’azzeramento oneri di sistema connessi all’energia elettrica e la riduzione degli stessi per il gas). Continuerà a farlo perché le misure introdotte siano prorogate. In una giornata così importante mi perdonerete, ma non potevo esimermi dal ricostruire percorsi e battaglie fatte, per dare concretezza al nostro lavoro. Ci aspettiamo per questo una rinnovata attenzione della politica, attraverso una strategia di insieme che deve fare la sintesi tra diverse professioni, professioni ordinistiche e non, nuove e tradizionali, riportando ordine e interpretando la complessità che caratterizza questo sistema».

 

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